Come si ottengono le viti blu, segno distintivo dell’alta orologeria?

Nei movimenti degli orologi, i componenti di acciaio brunito, le viti in particolare, sono usati per la loro maggiore resistenza alla corrosione, oltre che per la bellezza estetica del tipico colore blu pervinca che assumono.

Ma come si ottiene questa colorazione? Il materiale viene riscaldato, generando un sottile strato di magnesite (di fatto, una ossidazione). Quanto maggiore è la temperatura, tanto più spesso è questo strato di ossido. Lo spessore dello strato determina, a sua volta, il colore della superficie dell’acciaio.

Ma come si ottiene il blu pervinca, segno distintivo dei calibri meccanici di qualità? Occorre riscaldare lentamente il metallo ad una temperatura di 300 °C. E’ necessaria la massima precisione, poiché a 290 °C si ottiene un blu scuro, mentre a 320 °C un celeste chiaro. E, per temperature più basse, si passa al violetto, al porpora, fino al giallo chiaro; per temperature più alte al grigio, al marrone e al rosso.

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Una barra di acciaio sottoposta a diversi processi di tempra. I colori indicano la temperatura alla quale l'acciaio è stato sottoposto: il giallo paglierino indica 204 C°, il celeste pallido 337 C° (Credits: Wikipedia)

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Dettaglio del lato superiore del calibro del Lange 1 - A. Lange & Söhne. Il contrasto fra il blu delle viti, il rosso dei rubini, l'oro dei castoni lucidati e l'argento dell'alpacca, rappresenta uno dei tratti estetici distintivi della manifattura.

Dal confronto fra la gamma di colori che può assumere l’acciaio (nella prima immagine) e il punto di colore delle viti della seconda immagine, che ritrae il dettaglio di un calibro A. Lange & Söhne, è facilmente intuibile la precisione necessaria per ottenere una specifica tonalità di blu!

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