Orologi di Roma firmati Hausmann & Co.

VIA DEL CORSO,
ROMA
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LARGO GOLDONI,
ROMA
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VIA DELLA MADDALENA,
ROMA
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CORSO RINASCIMENTO,
ROMA
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largo goldoni

Fino agli ultimi anni dell’Ottocento, via Tomacelli, dal nome della famiglia di papa Bonifacio IX che aveva qui le sue case, era una via stretta, fiancheggiata da edifici modesti facenti parte di una rete di vie, vicoli e viuzze che si addensavano attorno alle tre chiese di S. Girolamo degli Schiavoni, di S. Rocco e di S. Carlo al Corso. Esisteva anche un vicolo Tomacelli, scomparso quando, mettendo in atto il piano regolatore del 1873, si procedette a demolizioni che consentirono di allargare la strada alle sue dimensioni attuali. Operazione resasi indispensabile perché già nel 1901 era stato inaugurato il ponte Cavour, in asse con la strada, punto di accesso al nuovo quartiere di Prati.

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largo goldoni

via della maddalena

Altro esempio di orologio-richiamo, come diremmo oggi, pubblicitario, è quello collocato sull'angolo di via della Maddalena con via delle Coppelle e inserito su un apposito alloggiamento che poggia su uno stemma sabaudo. Reca sul quadrante la firma della ditta Hausmann, e vi fu collocato durante la ristrutturazione del pianterreno del palazzo, eseguita nei primi anni del Novecento, ad opera dei famosi "Magazzini "Zingone alla Maddalena" che, come diceva un motto pubblicitario cui arrise molta e lunga fortuna, "veste tutta Roma". La ditta Zingone è da tempo scomparsa, ma l'orologio è rimasto a conservarne la memoria.

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via della maddalena

via del corso

Sul Corso, all’altezza di Palazzo Sciarra, dall’inizio del ’900 sorge un’edicola di giornali sormontata da un orologio, notissima in tutta Roma. sia perché probabilmente può, oggi, considerarsi la più antica della città, insieme alla sua consorella di piazza San Silvestro, sia per la sua forma o, meglio potremmo dire, per la sua architettura inconfondibilmente liberty. Nel passato e per lunghi anni è stata un luogo d’incontro famoso. Intanto perché era l’edicola de “il Giornale d’Italia”, in quanto fu posta nel luogo in cui nello stesso anno (1901) in cui nacque il celebre quotidiano, che aveva la sua redazione e la sua tipografia proprio di fronte e cioè a Palazzo Sciarra e l’orologio sulla sua sommità vi fu collocato, sempre nello stesso anno, dalla ditta Hausmann. Inoltre, nel primo dopoguerra – era ancora lontano l’avvento della televisione – molta gente si affollava di continuo davanti alle vetrine che il grande quotidiano aveva sistemato ad altezza d’uomo sulla facciata del palazzo e dove si esponevano le foto relative agli avvenimenti del giorno, scattate dai suoi fotoreporter fra cui il famoso Porry Pastorel.

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corso rinascimento

Questo orologio è un’altra delle superstiti testimonianze di un'epoca in cui l’orologio pubblico conferiva prestigio all'edificio sul quale faceva mostra di sé e, nel caso in cui il suo collocamento fosse stata opera di una ditta o di una società industriale o commerciale, veniva a costituire un indubbio elemento di richiamo o, come diremmo oggi, di pubblicità, tenendo presente che allora non erano ancora molte le persone dotate di un orologio personale. Quello di cui parliamo è è sistemato da quasi settant’anni sul palazzo di S. Luigi dei Francesi, all’angolo di Corso Rinascimento e via del Salvatore, che ricorda la chiesetta di S. Salvatore in Thermis, demolita per ingrandire Palazzo Madama. Ma l’orologio non ha avuto in sorte di essere chiamato come la farmacia che esso sovrasta, cioè la Società Farmaceutica fondata dal dottori Nello Cecchini che incaricò dell’opera la ditta Hausmann. Scomparso il titolare della farmacia, l’orologio è ormai fermo da tempo, ma lo si indica popolarmente come "l'orologio di via del Rinascimento".

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