Buon 2016… anno bisestile!

1 gennaio 2016

Gli anni bisestili furono introdotti dal Calendario Giuliano: era necessario aggiungere un giorno ogni 4 anni per evitare che il calendario, nel tempo, perdesse l’allineamento con le stagioni. Esistono dunque dal 46 a.C., anno in cui Giulio Cesare promulgò il calendario elaborato dal matematico Sosigene di Alessandria.

Data la necessità degli anni bisestili, legata al fatto che la Terra compie una rivoluzione intorno al Sole non in 365 giorni, bensì in 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 49 secondi, anche il successivo Calendario Gregoriano, introdotto nel 1582 da Papa Gregorio XIII, mantenne questo istituto. Con una correzione però, possibile grazie alle migliorate valutazioni astronomiche: gli anni “secolari”, ovvero gli anni divisibili per 100, non sono bisestili se non divisibili per 400. E’ stato quindi bisestile il 2000, ma non lo saranno il 2100, 2200, 2300.

Il 2016 è quindi un anno bisestile. Divisibile per 4, non per 100. Gli orologi dotati del meccanismo di calendario perpetuo potranno essere regolati sul numero “4″ del ciclo degli anni bisestili (ogni tanto indicato con la “L”, dall’inglese “Leap Year”), e daranno al fortunato proprietario il piacere di poter leggere sul quadrante la data del 29 febbraio.

Volete approfondire? Ecco la storia dei calendari perpetui e del difficile calcolo degli anni bisestili dal punto di vista meccanico.

Il calendario perpetuo di A. Lange & Shöne della collezione Saxonia: il Langematik Perpetual in oro rosa. L'indicazione dell'anno bisestile è nel sottoquadrante ad ore 3, nel cerchio interno con l'indicazione in rosso del  4, l'anno bisestile.

Il calendario perpetuo di A. Lange & Shöne della collezione Saxonia: il Langematik Perpetual in oro rosa. L’indicazione dell’anno bisestile è nel sottoquadrante ad ore 3, nel cerchio interno con l’indicazione in rosso del 4, l’anno bisestile.