Baselworld 2015 trends #2: la meccanica sofisticata di Leroy, Breguet, Patek Philippe, Rolex

31 marzo 2015 | , , ,

La bella meccanica protagonista al Salone di Basilea.

Merita una degna menzione la prestigiosa creazione firmata Leroy: il nuovo calibro L100 del “Chronomètre à tourbillon”. E’ sufficiente citare le scelte tecniche per capire il perchè: tourbillon con scappamento Duplex e forza costante, trasmissione a catena (fusée-chaîne) e secondi morti.

Per il nuovo calibro di punta della Maison Leroy, al lavoro per proporre nuovamente al pubblico di appassionati la meccanica di precisione del suo fondatore, Pierre Le Roy, la scelta del tourbillon è stata naturale, viste le caratteristiche delle referenze storiche e i movimenti utilizzati ai concorsi di cronometria. Il calibro di manifattura L100 a carica manuale, interamente concepito e costruito  nella Manifattura Leroy di Le Sentier nella Vallée de Joux, è dotato di uno scappamento a impulso diretto al bilanciere con una ruota d’impulso e una ruota di carica per la forza costante, e spirale con doppia curva terminale.

  • Lo scappamento si rifà allo  scappamento “Duplex” messo a punto da Pierre Le Roy ed  è oggetto di brevetto depositato per il suo ingegnoso meccanismo di autocompensazione delle variazioni termiche. Il bilanciere dispone di un sistema che consente di compensare gli effetti indesiderati (anomalie di precisione di marcia) della dilatazione della spirale al di là della temperatura abituale prevista in un movimento orologiero. Un dispositivo di forza costante, parte integrante dello scappamento, assicura un’amplitudine stabile per tutta la durata della riserva di carica.
  • Il bilanciere con 4 viti di regolazione è dotato di una spirale, fabbricata dalla Manifattura di Spirali e Scappamenti (MSE) che fa parte del Gruppo Festina come Leroy. Questa spirale possiede una doppia curva terminale, descritta nella teoria orologiera, ma  fino ad oggi mai utilizzata in serie.  Si tratta di due curve  – una interna ed una esterna – che favoriscono l’isocronismo consentendo una oscillazione perfettamente concentrica in posizione verticale.
  • In onore a PIerre Le Roy, primo orologiaio ad aver realizzato un cronometro da ponte per la navigazione marittima, il calibro è stato equipaggiato di un meccanismo a secondi morti.

Un grande bilanciere, che favorisce la precisione della regolazione a lungo termine, evidenzia il movimento oscillatorio a 18.000 A/h (2,5Hz).

Questo calibro inedito conta ben 953 componenti, quasi tanto quanto quelli  del LEROY 01, pezzo iconico della storia della Maison. Il movimento è racchiuso in una elegante cassa tonda in oro (oro rosso, bianco al palladio o bicolore) di 41 mm di diametro impreziosita da un raffinato quadrante il cui design rispetta  fedelmente i codici stilistici identificativi  dei capolavori firmati Leroy nei secoli scorsi e riprende alcune tecniche dei mestieri d’arte come la griglia, finemente cesellata e apposta sul quadrante, che riproduce  il decoro dell’orologio storico fatto per Maria Antonietta. Il quadrante è in smalto “grand-feu”, con numeri romani in champlevé che emergono dalla placca di base in oro.

Il sofisticato Chronomètre à Tourbillon di Leroy, con quadrante in smalto che richiama l'orologio storico prodotto per Maria Antonietta

Il sofisticato Chronomètre à Tourbillon di Leroy, con quadrante in smalto che richiama l’orologio storico prodotto per Maria Antonietta

Il complicato calibro L100 di Leroy, prodotto internamente a Le Sentier

Il complicato calibro L100 di Leroy, prodotto internamente a Le Sentier

E’ sicuramente originale, e apprezzabile sia esteticamente che dal punto di vista meccanico, la scelta di costruzione del cronografo Breguet su cassa Tradition, ref. 7077. La particolarità dell’estetica della famiglia Tradition ha portato ad un completo ripensamento sia della meccanica che dell’estetica dell’orologio con cronografo.

Partendo dall’estetica, i pulsanti di start e stop sono posizionati nella parte bassa della cassa, ad ore 5 e 7, liberando lo spazio accanto alla corona. Le posizioni cambiano perchè cambia la struttura interna del meccanismo: vi sono due bilancieri, il primo che segna il tempo “continuo”, il secondo dedicato in esclusiva al cronografo. L’oscillazione del primo bilanciere è attivata dalla forza contenuta nel barile di carica, ed anima le lancette di ore e minuti continui. Il secondo, invece, viene attivato solamente all’attivazione del cronografo, e alimentato con l’energia di una molla di carica indipendente dal barile e dalla corona. E’ infatti il pulsante di stop e reset (avete letto bene, le funzioni sono accoppiate!) ad ore 7 che, nel momento in cui si attiva il reset, ricarica la molla. L’autonomia del cronografo è forzatamente limitata a 20 minuti, che sono però più che sufficienti per godere dell’attivazione a richiesta di un secondo bilanciere dedicato al solo cronografo… perfettamente visibile in trasparenza dal quadrante dell’orologio, secondo i canoni estetici a cui la linea Tradition di Breguet ci ha abituati. Altro spettacolo unico è la possibilità di osservare, su uno stesso quadrante, la diversa frequenza di oscillazione dei due bilancieri: 3 Hz per il movimento e 5 Hz per la funzione cronografo.

Ne risulta un orologio dotato di due meccanismi indipendenti, nel quale si può leggere l’ora attraverso il piccolo quadrante guilloché ad ore 12. I secondi cronografici sono indicati dall’unica lancetta posizionata al centro, una eccezione per la famiglia Tradition, molto efficace sul design di questo quadrante. Due indicatori retrogradi incorniciano il quadrante di ore e minuti: a sinitra, la riserva di carica, a destra i minuti cronografici.

Breguet Tradition Chronographe Indépendant ref. 7077

Breguet Tradition Chronographe Indépendant ref. 7077

I due bilancieri del Tradition 7077: sulla destra il bilanciere del movimento, a sinistra quello per il cronografo

I due bilancieri del Tradition 7077: sulla destra il bilanciere del movimento, a sinistra quello per il cronografo

Patek Philippe ha  sicuramente pensato agli appassionati dei propri orologi quando ha concepito il nuovo cronografo rattrapante ref. 5370P. Non da ultimo, perchè il ticchettìo della sua pregiata meccanica batte sotto un bellissimo ed intenso quadrante in smalto nero.

Il calibro di manifattura CHR 29-535 PS era finora costruito solamente nella versione con il calendario perpetuo, disponibile nella ref. 5204P. Da quest’anno è finalmente disponibile un cronografo sdoppiante “puro”, che unisce tradizione e innovazione. L’aspetto tradizionale risiede nel concetto di movimento a carica manuale dotato di ruota a colonne e innesto orizzontale, che ancora rappresenta il benchmark dei cronografi per molti appassionati di meccanica. Il calibro è stato però ottimizzato in molti aspetti e arricchito di innovazioni brevettate che rendono questo movimento il più progressista fra i classici. Le innovazioni riguardano sia la parte cronografica che rattrapante del calibro, e lavorano su aspetti di particolare dettaglio nel funzionamento del movimento (es. le ruote di innesto hanno dei profili brevettati per ottimizzare l’efficienza di trasmissione dell’energia e ridurre l’attrito).

Con la ref. 5370 Patek Philippe ha ampliato la gamma di cronografi sdoppianti con un modello classico: due pulsanti tradizionali per le classiche funzioni di start, stop e reset, e uno aggiuntivo, posizionato sulla corona di carica, che attiva la funzione rattrapante. Una scelta diversa rispetto al cronografo rattrapante ultrapiatto ref. 5959, dotato di cronografo monopulsante, dove i pulsanti sono solamente due: quello principale, posizionato sulla corona, attiva una ruota a colonna trifase che governa la funzione cronografica; il secondo,  a ore 2, attiva la funzione di rattrapante.

E poi… c’è il quadrante, di smalto, nero. Ognuno è realizzato a mano, a partire da un disco in oro bianco: lo strato di smalto è cotto in  forno ad una temperatura di 850C°, che gli permette di solidificarsi ed assumere consistenza vitrea. Il risultato è un nero estremamente intenso, che assicura una tenuta secolare, come testimoniano antichi manufatti in smalto rinvenuti in Grecia. Su questo specchio nero, sono applicate cifre Breguet in oro, e impresse le scale di colore bianco.

Un vero capolavoro.

Il bellissimo quadrante in smalto nero del 5370P. Fidatevi, in fotografia non è bello come dal vivo!

Il bellissimo quadrante in smalto nero del 5370P. Fidatevi, in fotografia non è bello come dal vivo!

Il calibro CHR 29-535 PS è visibile dal fondello dell'orologio
Il calibro CHR 29-535 PS è visibile dal fondello dell’orologio

Anche Rolex stupisce con una grande innovazione meccanica: sul nuovo Day-Date 40mm monta il nuovo calibro 3255, un movimento meccanico di nuova generazione con 14 brevetti, che lavorano su precisione, autonomia, resistenza agli urti e ai campi magnetici, comfort di regolazione e affidabilità. È dotato del nuovo scappamento Chronergy brevettato da Rolex, che concilia alto rendimento energetico e grande affidabilità. La grande innovazione risiede  nell’inversione dei rapporti di lunghezza tra i denti della ruota di scappamento e le palette dell’ancora. In questo modo, lo spessore di queste ultime è ridotto del cinquanta per cento mentre la superficie di contatto dei denti della ruota di scappamento è raddoppiata. Il sistema, inoltre, non è più allineato, ma presenta una linea spezzata che permette di creare un effetto leva superiore.

L’ancora e la ruota di scappamento sono realizzate in nichel-fosforo e ciò le rende insensibili ai campi magnetici. La ruota di scappamento è traforata per renderla più leggera e ridurre la sua inerzia. La somma delle modifiche geometriche apportate permette di aumentare il rendimento dello scappamento del 15% e di contribuire così per circa la metà al miglioramento dell’autonomia del movimento 3255.

L’organo regolatore, autentico cuore dell’orologio, presenta una spirale Parachrom blu ottimizzata che, in caso di urto, rimane fino a dieci volte più precisa di una spirale tradizionale.

E’ nuova anche l’architettura del bariletto: lo spessore delle sue pareti è stato ridotto del 50%, una autentica sfida in termini di lavorazione e di processi di fabbricazione, per poter inserire una molla di maggiori capacità ed aumentare l’autonomia del movimento di una decina di ore

La riserva di carica arriva quindi a tre giorni (dal venerdì sera al lunedì mattina!), a fronte anche di una più veloce ricarica, assicurata dal modulo di carica automatica di nuova generazione e dal nuovo rotore Perpetual monoblocco.

Il tutto racchiuso dentro una cassa riproporzionata, con un elegante equilibrio di proporzioni fra lunetta e quadrante, e uno spessore discreto che permette di vestire benissimo l’orologio anche sotto il polsino allacciato. Persino il bracciale President è stato migliorato, con perni rinforzati per irrobustire le maglie ed assicurare una migliore tenuta nel tempo.

Non temiamo di dire il falso affermando che solo la corona di carica è rimasta invariata. La corona Rolex.

Il nuovo Oyster Perpetual Day-Date nella versione in oro giallo

Il calibro Rolex 3255, in un dettaglio che mostra il nuovo bariletto

Il calibro Rolex 3255, in un dettaglio che mostra il nuovo bariletto

Il nuovo scappamento Chronergy di Rolex in un confronto con il tradizionale scappamento ad ancora svizzero