La prima Grande Complicazione da polso: il primato di IWC Schaffhausen

3 gennaio 2015 | , , ,

Che cos’è una complicazione, lo abbiamo già detto. L’orologeria ha regalato agli appassionati molte declinazioni di complicazioni: collezionisti facoltosi cominciarono a commissionare, ad artigiani prima e poi alle fabbriche più prestigiose, orologi da tasca ultracomplicati. Marie Antoinette, Leroy 01, Packard, Graves, sono tappe esaltanti e memorabili nella corsa al più complicato.

Ma, al di là di questi pezzi leggendari, creati per soddisfare l’ansia di primeggiare di pochi, ricchissimi fortunati, esisteva una produzione “corrente” di orologi con un numero notevole di complicazioni, regolarmente offerti in vendita dalle Case più famose. Patek Philippe, Vacheron Constantin, Audemar Piguet, IWC, Lange, Breguet, Blancpain e poichi altri offrivano già negli anni ’90 orologi estremamente complicati, al punto da rendere necessaria una speciale terminologia che ne consentisse un confronto equo, anche in termini di prezzo. Nasceva così la definizione di “Grand Complication”, intesa ad indicare un orologio da tasca contenente il massimo delle complicazioni tradizionali: calendario perpetuo con fasi lunari, cronografo sdoppiante, ripetizione  minuti e grande (e piccola) suoneria al passaggio.

Nel 1933 la Patek Philippe, all’avanguardia in questo settore, stabiliva con il Graves un record difficilmente superabile, e paga dei suoi successi, volgeva il suo interesse nel campo degli orologi da polso, la cui diffusione minacciava seriamente l’egemonia plurisecolare dei modelli da tasca. I risultati non si facevano attendere: calendario perpetuo e cronografo sdoppiante erano un risultato acquisito dal 1927, ma solo dieci anni più tardi si giungeva alla fusione di un cronografo con un calendario perpetuo. Nel 1939 veniva creato il calendario perpetuo con ripetizione minuti e nel 1951 il cronografo sdoppiante con calendario perpetuo.

Nel 1986 veniva completato per la collezione privata Patek Philippe un “ébauche” del 1960 che, per la prima volta nella storia dell’orologeria, racchiudeva in un unico orologio da polso calendario perpetuo, cronografo e ripetizione minuti. Si trattava di una impresa eccezionale, resa ancor più importante da un analogo tentativo della Audemar Piguet, mai andato oltre lo stadio di prototipo.

Nel frattempo a Shaffhausen, nell’unica fabbrica svizzera di orologi con un nome inglese, una équipe di tecnici altamente specializzati portava avanti senza fretta un progetto ambizioso, frutto della fantasia e della determinazione di Hannes Pantli, direttore della International Watch Company.

Presentata al pubblico nel corso della Fiera di Basilea del 1990, la “Grande Complication” della IWC è il primo orologio da polso del mondo ad offire, in una cassa perfettamente stagna, un movimento automatico comprendente le tre più importanti complicazioni: cronografo a doppio pulsante, calendario perpetuo con indicazione digitale completa dell’anno e ripetizione minuti. La splendida cassa, massiccia, virile, scavata in un blocco di platino, contiene 614 componenti, alcuni dei quali completamente inediti. Sul candido quadrante le lancette dorate delle indicazioni orarie e del calendario si alternano e si sovrappongono a quelle in acciaio blu del cronografo e dei contatori. Ma ciò che colpisce di più è la levetta della ripetizione, sporgente sulla sinistra della cassa, pronta a tradurre l’arida freddezza di un’informazione oraria in rintocchi delicati e affascinanti.

Rintocchi che sottolineano, in modo discreto, ma inequivocabile, la supremazia pazientemente conquistata negli anni ’90 dagli artigiani di Schaffhausen con il calibro 79091. Lo stesso calibro è montato nell’orologio in produzione corrente “Portoghese Grande Complicazione” ref. IW3774.

Su questa base, nasce nel 1993 il “Il Destriero Scafusia“, che aggiunge al calendario perpetuo con fasi lunari e alla ripetizione minuti un cronografo questa volta sdoppiante e un tourbillon volante con gabbia in titanio. Una prodezza per un orologio da polso, realizzata per i 125 anni della manifattura.

Ma “Il Destriero Scafusia” fu battuto sul tempo, nella sua complessità, dal “Blancpain 1735″, presentato nel 1991: quest’orologio era  il più complicato orologio da polso al mondo al momento del lancio, grazie alle sue sei complicazioni: calendario perpetuo, fasi lunari, cronografo rattrapante, ripetizione dei minuti, ripetizione dei quarti e scappamento a tourbillon.