I cronografi: orologi per misurare e “scrivere” gli intervalli di tempo

25 settembre 2014 | ,

Etimologia della parola cronografo: dal greco, “chronos”, il tempo, e “graphein”, scrivere.

Pensate sia solo un riferimento metaforico alla capacità delle lancette di tracciare un movimento sul quadrante, corrispondente alla unità di tempo da misurare? In realtà, c’è meno poesia e molta più razionalità di quanto si possa pensare.

Infatti la parola cronografo fu coniata per il primo orologio in grado di misurare frazioni di tempo, fabbricato a Parigi nel 1820 dal francese Rieussec. A differenza di quanto avviene oggi, però, la misurazione non avveniva con l’attivazione e l’arresto della lancetta cronografica… meccanicamente troppo complicato per l’epoca. L’intervallo di tempo si misurava sfruttando i segni di inchiostro lasciati dalla lancetta dei secondi sul quadrante.

La lancetta del cronografo ha infatti una piccola conca, nella quale si inseriva dell’inchiostro. Per misurare la durata di un evento si premeva un bottone che faceva entrare in contatto la lancetta con il quadrante,  che rimaneva così segnato con un piccolo punto di inchiostro. Mentre la lancetta proseguiva la sua corsa  si poteva leggere il tempo trascorso.

Ovviamente il meccanismo di reset non era immediato come quello odierno… per poter effettuare una nuova misurazione bisognava aprire l’orologio e pulire il quadrante in smalto.

Un esemplare dell’orologio con cronografo di Reussiec è custodito ancora oggi nel Patek Philippe Museum a Ginevra.

Come è proseguita la storia?

Nel 1827,  Louis-Frèdèric Perrelet, nipote dell’inventore dell’orologio automatico, brevettò un contatore di precisione per il cronografo con funzione rattrappante.
Nel 1840, lo svizzero Adolphe Nicole brevettò un meccanismo dotato delle tre attuali funzioni di un cronografo: start, stop e ritorno a zero. Solo nel 1862 riuscì, insieme a Henri-Fèrèol Piguet, a rendere la funzione cronografica indipendente dal resto del meccanismo per non disturbare il computo dell’ora.

Su queste basi di meccanica, decenni dopo, furono progettati i moderni calibri cronografici.