Virtuosismi per la lancetta dei secondi: complicazioni sull’essenziale

24 maggio 2014 | , , , ,

La lancetta dei secondi ha un valore importante negli orologi, specialmente in quelli automatici, poiché segnala visivamente lo scorrere continuo del tempo, e manifesta il funzionamento del meccanismo.

Negli orologi meccanici, la posizione “naturale” della lancetta dei secondi è decentrata, poiché situata in corrispondenza della ruota dei secondi nel ruotismo dell’orologio. Con una modifica di questo ruotismo, tale da renderlo più complicato, la lancetta dei secondi può essere portata al centro: per questo motivo, in presenza della lancetta dei secondi al centro, si può parlare di complicazione aggiuntiva al calibro.

La lancetta dei secondi è generalmente una lancetta à seconde trotteuse: compie un piccolo scatto in corrispondenza di ogni alternanza (ovvero, semi-oscillazione) del bilanciere. La velocità più comune di oscillazione è di 3Hz, pari a 21.600 alternanze/ora, situazione nella quale la lancetta dei secondi compie 6 movimenti al secondo (uno ogni 1/6 di secondo). Tanti piccoli scattini, compiuti dalla lancetta dei secondi, vengono percepiti otticamente quasi come un lento scorrimento continuo.

Ma esistono delle versioni più sofisticate di indicazioni dello scorrere dei secondi.

Gli orologi a secondi morti indipendenti, o saltanti esattamente, possiedono una lancetta  per l’indicazione dei secondi, al centro, speciale perché compie un solo scatto in un secondo di tempo. Un ruotismo aggiuntivo rende indipendente la lancetta dei secondi (e la ruota che ne governa il moto) dalla ruota di scappamento: invece che muoversi ad ogni scatto della ruota di scappamento (ovvero ad ogni alternanza del bilanciere), questa si muove ogni 6 (negli orologi che battono 21.600 alternanze/ora) o 5 (negli orologi che battono 18.000 alternanze/ora) scatti di tale ruota, ovvero ogni secondo. Come conseguenza dell’aggiunta di un ruotismo, è possibile interrompere il moto della lancetta dei secondi senza arrestare l’intero movimento: con un meccanismo che in quale modo ha precorso quello cronografico, l’orologio continuerà  a registrare lo scorrere di ore e minuti anche con la lancetta dei secondi ferma.

La particolarità  degli orologi con secondi morti indipendenti è che, per un osservatore superficiale, un pregiato orologio meccanico diventa apparentemente uguale ad uno al quarzo, la cui lancetta scatta una volta al secondo. In realtà tale complicazione possiede tutto il fascino della ricerca della precisione nell’ora meccanica, poichè permette di visualizzare esattamente lo scorrere del tempo nella sua unità più piccola umanamente apprezzabile, il secondo. E celebra la precisione della micromeccanica: i secondi saltanti esattamente sono estremamente difficili da realizzare, poichè un errore nella costruzione dell’ingranaggio che divide il tempo delle oscillazioni del bilanciere per arrivare al secondo (una stella a cinque punte o il pignone a sei ali della ruota di scappamento) viene moltiplicato per cinque/per sei, generando quindi imprecisioni significative sul moto della lancetta dei secondi.

I secondi morti indipendenti sono oggi una rarità meccanica della quale sono dotati solo gli orologi meccanicamente più ricercati. Ricordiamo fra questi il Tourbillon Souverain di F.P.Journe, il Portoghese Sidérale Scafusia di IWC o l’orologio regolatore da polso di E. Sattler. Anche Rolex aveva realizzato un movimento dotato di secondi morti, il calibro 1040, montato sulla referenza 6556 “Rolex True-Beat”; per evidenziare questa peculiarità, su alcuni esemplari la sfera dei secondi è di colore rosso.

Gli orologi con secondi foudroyantes possiedono due lancette destinate alla lettura dei secondi: quella centrale, con moto trotteuse, che compie un giro in un minuto, ed una più piccola, detta anche diablotine (o diavoletto), che compie un giro in un secondo, con piccoli scatti di durata pari a una frazione di secondo (ad esempio, un quinto di secondo nel caso di 18.000 alternanze/secondo).

Anche questa lancetta dei secondi, come nel caso dei secondi morti, è governata da un ruotismo aggiuntivo, il cui funzionamento è basato su una piccola stella in acciaio (nel nostro esempio sul quinto di secondo, a cinque denti), che viene liberata ad ogni scatto dell’ancora. Anche in questo caso, la precisione necessaria per il funzionamento del ruotismo è massima: il punto di contatto della stella con la ruota dentata che le trasmette il moto (fissata sullo stesso pignone della ruota di scappamento) deve avvenire in un punto preciso, ovvero prima della linea dei centri delle due ruote (la linea immaginaria che collega i centri delle due ruote). I secondi foudroyantes sono una rarità sui moderni orologi da polso. La lancetta „diavoletto“ è per esempio presente negli affascinanti modelli „Duomètre“ di Jaeger-LeCoultre, emblematica in particolare nel modello dotato di cronografo.

Altra complicazione interessante riguardante la lancetta dei secondi è il dispositivo“Zero-Reset”: al momento dell’estrazione della corona e del suo posizionamento per la rimessa dell’ora, la lancetta dei secondi non solamente si arresta (come previsto dal meccanismo dello stop-second, tipico di tutti gli orologi non dotati di secondi morti indipendenti), ma salta sullo zero. Questa funzionalità permette una regolazione comoda e precisa dell’orologio al secondo: impostata l’ora al minuto successivo a quello corrente, è infatti sufficiente attendere lo scoccare esatto del minuto per richiudere la corona, e la lancetta dei secondi riprenderà la propria marcia iniziando dallo zero, a questo punto sincronizzata rispetto allo scorrere esatto del tempo.

Il funzionamento di questo meccanismo è basato su un intricato sistema di leve. L’ultima leva batte su una camma a forma di cuore (stesso ingranaggio alla base dei cronografi), all’albero della quale è fissata anche la lancetta dei secondi. Quando la corona viene estratta, la camma a cuore è spinta nella posizione iniziale dal sistema di leve, e la lancetta dei secondi si posiziona sullo zero. Quando la corona viene chiusa, il movimento si attiva nuovamente, e con lui la lancetta dei secondi.

Il meccanismo zero-reset è presente in diversi orologi attualmente in produzione, ma è celebrato in particolar modo dalla maison  A. Lange & Söhne, che per la prima volta lo ha realizzato anche in un movimento dotato di tourbillon:  il 1815 Tourbillon, presentato nel gennaio 2014 al Salon International de la Haute Horlogerie.