Come si ottengono le viti blu, segno distintivo dell’alta orologeria?

4 novembre 2013 | ,

Nei movimenti degli orologi, i componenti di acciaio brunito, le viti in particolare, sono usati per la loro maggiore resistenza alla corrosione, oltre che per la bellezza estetica del tipico colore blu pervinca che assumono.

Ma come si ottiene questa colorazione? Il materiale viene riscaldato, generando un sottile strato di magnesite (di fatto, una ossidazione). Quanto maggiore è la temperatura, tanto più spesso è questo strato di ossido. Lo spessore dello strato determina, a sua volta, il colore della superficie dell’acciaio.

Ma come si ottiene il blu pervinca, segno distintivo dei calibri meccanici di qualità? Occorre riscaldare lentamente il metallo ad una temperatura di 300 °C. E’ necessaria la massima precisione, poiché a 290 °C si ottiene un blu scuro, mentre a 320 °C un celeste chiaro. E, per temperature più basse, si passa al violetto, al porpora, fino al giallo chiaro; per temperature più alte al grigio, al marrone e al rosso.

Dal confronto fra la gamma di colori che può assumere l’acciaio (nella prima immagine) e il punto di colore delle viti della seconda immagine, che ritrae il dettaglio di un calibro A. Lange & Söhne, è facilmente intuibile la precisione necessaria per ottenere una specifica tonalità di blu!