I grandi classici: il Rolex Deep Sea

23 agosto 2013 | , ,

Hausmann & Co. racconta i grandi classici dell’orologeria: il Rolex Deepsea, già Sea-Dweller…

Cosa vuol dire Sea-Dweller? Abitante degli abissi. Un nome che esplicita la precisa esigenza funzionale alla quale rispose: l’azienda COMEX (Compagnie Marittime d’Expertise) aveva bisogno di dotare i propri sommozzatori, impiegati nelle lunghe operazioni di manutenzione degli impianti di trivellazione sottomarini, di orologi che potessero resitere alle prolungate e profonde immersioni in mare. I sommozzatori all’epoca erano forniti di una miscela artificiale composta di ossigeno ed elio, priva di azoto, e impiegavano camere di decompressione per abituare il corpo agli effetti delle variazioni di pressione. La presenza di elio a tali profondità danneggiava i Submariner, impermeabili fino a 200m, con i quali equipaggiavano i sommozzatori: il gas riusciva a penetrare rapidamente nell’orologio ma non a fuoriuscirne altrettanto facilmente, causando la frantumazione del vetro con l’aumento di pressione che si verificava in fase di risalita. Da qui l’introduzione sul Sea-Dweller di una valvola di fuoriuscita del gas che permette all’elio, infiltratosi all’interno dell’orologio durante la decompressione,  di poter fuoriuscire e limitare la pressione interna alla cassa dell’orologio. La valvola, costituita da un pistone unidirezionale a molla sigillato da una guarnizione O-ring, funziona in base ad un semplice principio fisico: quando l’orologio scende in profondità la tenuta stagna è garantita dalla pressione dell’acqua che preme il pistone contro la guarnizione; durante la risalita in superficie la pressione esercitata dall’elio all’interno dell’orologio fa aprire la valvola e fuoriuscire il gas. I primi orologi furono realizzati appositamente per la COMEX, e non entrarono mai nei cataloghi ufficiali; i primi Sea-Dweller commercializzati per il pubblico furono presentati al mercato nel 1971.

Facendo un passo indietro, si può dire che il concetto del Deepsea sia nato già nel 1960, quando il luogotenente della Marina statunitense Don Walsh e l’oceanografo svizzero Jacques Piccard hanno raggiunto un record nella storia dell’esplorazione marina pilotando il batiscafo Trieste fino al punto più profondo dell’oceano: il “Challenger Deep” nella Fossa delle Marianne. Riemerso dalla profondità record di 10.916 metri, il Trieste era in perfette condizioni, così come l’orologio sperimentale Deep Sea Special di Rolex, fissato all’esterno del sommergibile. Obiettivo di questa impresa, per Rolex, era testare la resistenza della cassa Oyster alle profondità più elevate.
Il Deepsea Special era il primo orologio ad aver raggiunto una tale profondità in condizioni reali.

Con la resistenza ufficiale ad una profondità di 4000 piedi (1220 metri), il Sea Dweller fino al 2007 rappresentava il più resistente orologio meccanico della produzione in serie.
Dopo la sua uscita di scena nel 2007 e con la presentazione del più moderno e robusto Sea-Dweller Deepsea, la profondità massima è stata portata a 12800 piedi (3900 metri), stabilendo così un nuovo primato per gli orologi meccanici. L’orologio ancora reca sul quadrante la scritta Sea-Dweller, sotto al nuovo nome Deepsea.

Il nuovo Rolex Deepsea è in grado di resistere alla pressione esercitata dall’acqua a grandi profondità grazie a due caratteristiche. In primo luogo, il fondello in titanio ha una flessibilità quasi impercettibile ma estremamente efficace, che lo rende estremamente resistente. In secondo luogo, il Ringlock System permette al vetro del Rolex Deepsea di resistere a una pressione equivalente a un carico di tre tonnellate. I tre componenti essenziali della cassa, realizzati in materiali di concezione aerospaziale tra i più resistenti, sono sigillati ermeticamente dalla pressione dell’acqua: a mano a mano che la profondità aumenta, spinge sempre più l’uno contro l’altro i tre componenti, incluso il fondello.
Fra le innovazioni dell’abbigliamento segnaliamo l’importante cassa da 44 mm in acciaio inossidabile 904L, il vetro zaffiro bombato di elevato spessore, la luminescenza in Chromalight blu, di lunga durata e leggibile anche in condizioni di scarsissima luminosità, il bracciale con doppia estensione per la muta e la ceramica quale finitura per la lunetta girevole unidirezionale con cifre trattate in platino.

Anche questo nuovo modello, in una versione sperimentale dal nome Rolex Deepsea Challenger, può vantare il raggiungimento delle profondità da record della Fossa delle Marianne, insieme al sottomarino Deepsea Challenger di James Cameron, nel 2010.